Oro, Argento e Rame negoziati misti

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gold monday bnsQuesta mattina l’oro è un negoziato a 1384,95$ con un guadagno di 2,00$. Lo scorso venerdì i contratti sul prezioso hanno perso più di 30$ l’oncia per postare la loro prima chiusura settimanale al ribasso dell’ultimo mese. I contratti sull’argento perdono invece più del 4% dopo che i dati sul mercato occupazionale statunitense sono andati a stamparsi al di sopra delle previsioni guidando gli indici azionari di Wall Street al rialzo e spingendo di conseguenza gli investitori ad abbandonare i metalli preziosi. Questa mattina l’argento è negoziato a 21,735 dollari.

In un contesto siffatto gli investitori degli ETF continuano a mantenersi ai margini, mentre hedge funds e money manager stanno lentamente tornando ad interessarsi ai metalli preziosi. Lo scorso 7 giugno le partecipazioni sull’SPDR Gold Trust, il più grande ETF garantito in oro del mondo, hanno mostrato una flessione per attestarsi sulle 1.007,14 tonnellate, mentre lo scorso 4 giugno le partecipazioni sull’ iShare Silver Trust, il più grande ETF garantito in argento del mondo, hanno evidenziato una flessione per attestarsi a 9.988,42 tonnellate. Stando ai dati CFTC,  hedge fund e i gestori di fondi avrebbero invece aumentato le loro scommesse al rialzo sui future di oro portando i contratti sul prezioso dai precedenti 9.017 agli attuali 57.113, il livello più alto delle ultime sette settimane.

Intanto gli investitori continuano a rimbalzare dalle materie prime ai mercati azionari. Venerdì dopo la pubblicazione del rapporto sulle buste paga nei settori non agricoli statunitensi i mercati europei hanno chiuso nettamente alla rialzo e lo stesso è poi accaduto agli indici azionari statunitensi. Il rapporto, seppure in aumento, ha infatti suggerito come la crescita economica statunitense sia ancora troppo tiepida per spingere la Federal Reserve a ridurre il suo programma di acquisto asset.

Nel frattempo sul fronte giapponese le politiche promosse dal Primo Ministro Abe cominciano a mietere i loro primi frutti con il PIL giapponese relativo al primo trimestre 2013 rivisto al rialzo per mostrare una crescita dell’1,0%. Intanto, in Cina, durante il mese di maggio il surplus della bilancia commerciale si amplia per attestarsi sui 20,43 miliardi di dollari rispetto ai precedenti 18,16 miliardi di aprile. Le esportazioni sono cresciute su base annua dell’1,0% un dato al di sotto delle precedenti aspettative e ancora inferiore al 14,7% del mese di aprile. Le importazioni sono invece diminuite dello 0,3%. Con i dati relativi alla bilancia commerciale, all’inflazione, ai prestiti e agli investimenti che mostrano segni di rallentamento, i nuovi leader cinesi si trovano ad affrontare una dura prova che gli imporrà di rinunciare a politiche di stimolo a breve termine in favore di una crescita più lenta e più sostenibile.

Intanto il generale sentimento di mercato rimane piuttosto ottimista a fronte delle ottime performance del settore occupazionale statunitense, mail suddetto ottimismo è stato tuttavia limitato da un lieve aumento del tasso di disoccupazione passato a maggio dal precedente 7,5% all’attuale 7,6%. Tuttavia stando alla rapporto sulle buste paga nei settori non agricoli statunitensi l’ economia americana avrebbe creato nel mese di maggio 175.000 nuovi posti di lavoro, un dato in netto aumento rispetto ai 149.000 posti di aprile.

In un contesto siffatto i metalli di base stanno invece reagendo ai pessimi dati relativi al PMI manifatturiero statunitense sceso a maggio sui 49 punti dai precedenti 50,7 punti di aprile. A pesare sul rame e sugli altri metalli anche i deboli ordinativi di fabbrica. Tuttavia un lieve calo della banconota verde dopo che la BCE ha mantenuto i suoi tassi d’interesse invariati ha limitato il ribasso dei metalli.
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